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venerdì 12 maggio 2017

Michele Ronzitti, il pittore naif.

Michele Ronzitti, “Processione di San Nicola”, 1973, olio su tela, cm 70x50. 

Michele Ronzitti
Michele Ronzitti (Vasto, 1905 –1984) è presente alla prima mostra dei pittori vastesi contemporanei nell’agosto 1959 come vicepresidente del comitato esecutivo.
Il pittore era raffinato conoscitore e amante dell’arte; pittore egli stesso di straordinarie doti, si esprimeva con uno stile istintivo e semplificato, con colori brillanti, con una prospettiva non scientifica, con scene ricche d’immaginazione.
Pur partendo da una cultura non accademica, il pittore s’innalza con coraggio ardimentoso al rango di maestro, attingendo il proprio gusto e il proprio stile da qualità puramente spirituali piuttosto che dall’abilità del pennello; è così che dalla sua sensibilità, più che la consumata esperienza le cose prendono l’accento della verità, la superficie s’illumina come da luce magica.
La scelta della camma cromatica la ricchezza di toni o colorazioni, la ricercatezza del disegno riescono a creare un mondo personalissimo e autentico che trae ispirazione dalla vita di ogni giorno, riproponendola pittoricamente.
La concisione che ammiriamo in Ronzitti  viene da una economia di particolari, da un equilibrio spontaneo che raggruppa e spazia le forme senza mai rompere l’unità della superficie.
L’immaginazione s’imprime nettamente nella prospettiva aerea, i piani si fissano con precisione , i rilievi si attenuano nell’armonia generale, ottenuta con una colorazione libera, con un fare ricco di un calore allo stato puro. Il paesaggio si stende all’infinito, l’orizzonte, le nuvole, le masse degli alberi, gli edifici si accompagnano e si uniscono per ampiezza di stile. Il mondo poetico è costituito anche da figure femminili, donne che hanno perso la loro caratteristica sessuale per diventare simboli.
A ciò si aggiunge la vena satirica e polemica che connota significativamente il pittore.

Raffaele Berardini



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