mercoledì 27 giugno 2018

Luigi Celenza in arte Gino Selva. Da scrittore a vignettista e grafico di una “Vasto a modo suo”. La sua arma?... la matita!


Gino Selva - Poster e locandine di Vasto
Luigi Celenza oltre ad essere un bravo grafico è un disegnatore ironico e graffiante. Lo definirei un narratore con la matita. Con le sue vignette ne ha davvero per tutti i personaggi vastesi, come si può vedere nella pagina facebook “Vasto a modo mio”. Lo ringrazio per la simpatica autointervista.
F.M.

Luigi Celenza 
Luigi Celenza (Vasto, 03/08/1968). 
Chiariamo subito una cosa. Io 'sta storia della autobiografia non la volevo proprio scrivere. 
Però, Filippo Marino è molto, molto insistente. 
E poiché me lo trovo spesso davanti a me a prendere il caffè al bar di Via Michetti (con Giampaolo e Robertino), alla fine ho dovuto cedere. 
Per farlo contento mi faccio le domande e mi rispondo da solo (tipo psicopatico).

- Perché ho usato spesso lo pseudonimo Gino Selva?

1) Anni fa ho scritto dei romanzi per ragazzi ed in questo genere di libri il mio scrittore preferito è Mino Milani, che spesso sulle pagine del Corriere dei Ragazzi (nei lontani anni '70) si firmava Piero Selva.

2) Gino Selva suona molto meglio di Luigi Celenza (certo "Manuel Fantoni" sarebbe stato un altro passo, ma faceva troppo istruttore palestrato di tennis).

3) A Vasto, ma in generale nella provincia italiana, abbondiamo di piazze, parchi, premi artistici o borse di studio intitolati ad individui di cui non ricordo alcuna cosa memorabile. 
Soprattutto non ci mancano mostre di sgorbi su carta o di libri stampati a proprie spese al solo scopo di farsi dire "Bravo!" dal vicino di casa.
Bene, a me di ricevere i complimenti dalla mia vicina di casa o dall'impiegato delle poste non me ne frega proprio niente.
Disegno innanzitutto per me stesso, poi per gli altri.

- Perché mi piace disegnare Vasto?

Perché Vasto è piena di cose che vale la pena di raccontare.
Per me Vasto non è la Piazza o la Chiesa di Santa Maria oppure la statua della sirenetta all'alba.
Vasto è fatta di persone vive, ognuna con i propri sogni, il proprio lavoro e le proprie manie.
Mi fanno ribrezzo i film o le fiction televisive ambientati in un indefinito paesetto di provincia con il tipico parroco, il tipico farmacista o il tipico barista (che di solito è interpretato da Francesco Guccini o da uno che ci somiglia molto).
A me basta semplicemente raccontare (esagerando un poco) i vizi e i caratteri di chi abita intorno.


Giampaolo Porfirio è "veramente" spietato quando allena i ragazzi del Futsal Vasto: il sergente Hartman di "Full Metal Jacket" scompare al suo confronto.


Nicola Della Gatta, che è ministrante nella Cattedrale di San Giuseppe, era "veramente" sconvolto dalla mancata elezione di Hillary Clinton alla Casa Bianca.


Fabiolino Spadaccini ha "veramente" fatto 5000 palleggi consecutivi.

Inoltre, io disegno solo le persone che conosco e di cui so le manie e i tic da prendere in giro.
Quando faccio una vignetta devo far divertire due tipi diversi di pubblico: chi conosce il soggetto ritratto e chi non ne ha mai sentito parlare prima.

Ad esempio per un non vastese fa ridere il maniaco dell'attività fisica che esce a fare footing anche con un freddo boia.


Per un vastese fa ridere perché quel maniaco del fitness è Americo Ricciardi, che è una persona in carne ed ossa.

- E il calendario? E il poster "Il mondo è Vasto"?

Immagine mese di ottobre - Calendario Gino Selva 2012.

Mi piacciono tantissimo i poster turistici d'epoca come quelli che pubblicizzavano la Costa Azzurra ad inizio '900 oppure le città termali svizzere.
Perciò ho voluto crearne dei finti anche per Vasto, in stile liberty o in stile littorio inserendoci eventi inesistenti e per avere la scusa di schiaffarci edifici che nessuno si fila di striscio come il grattacielo San Michele che è bellissimo al tramonto con il contrasto tra il turchese del cielo e le sue mattonelle arancioni.

Gino Selva, poster "Il Mondo è Vasto".
Il poster "Il Mondo è Vasto" è nato dallo stesso motivo. La copertina del New Yorker disegnata da Saul Steinberg è stata parodiata moltissime volte e non potevo lasciare Vasto fuori.
E poi, vuoi mettere di imboccare Via Naumachia e trovarti già a Roma oppure salire sul campanile di Santa Maria e vedere i grattacieli di New York?

Luigi Celenza


Luigi Celenza



Per approfondimenti:















Nessun commento:

Posta un commento