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mercoledì 29 marzo 2017

Francesco Paolo Palizzi, "Pesci".

Francesco Paolo Palizzi, "Pesci", olio su tela, cm 39x27, collezione privata.
Francesco Paolo Palizzi
Francesco Paolo Palizzi (Vasto, 16 aprile 1825 - Napoli il 16 marzo 1871), fratello minore dei pittori Giuseppe, Filippo e Nicola.
Nel 1845 si trasferì dalla città natale a Napoli, per iscriversi al Real Istituto di belle arti. Qui fu allievo di Camillo Guerra e Gennaro Guglielmi, dei quali il primo lo introdusse alla pittura di storia.
Ben presto però si orientò verso il paesaggio e soprattutto verso la natura morta. Negli anni di formazione fu influenzato dal fratello Filippo, con il passare del tempo risentì anche dell’esempio delle opere dell’altro fratello, Nicola, da cui avrebbe assorbito negli anni una pittura materica, a corpo, caratterizzata da larghe pennellate, riuscendo, proprio su questa base, a rinnovare il genere della natura morta.
Nel 1857 decise di raggiungere il fratello Giuseppe a Parigi dove rimase stabilmente fino al 1870, entrando in contatto con la tradizione della natura morta di Jean-Baptiste-Siméon Chardin, e con le novità introdotte in tale genere da Édouard Manet.
Partecipò anche ad alcuni Salons di Parigi, del 1859, del 1864, del 1865 e del 1867, anno in cui partecipò all’Esposizione universale di Parigi.
Da Parigi nel 1864 inviò alla Mostra della Società promotrice di belle arti di Napoli, di cui era diventato socio fin dal 1862.
Da Parigi scriveva a casa, esprimendo talvolta giudizi piuttosto severi sulla pittura italiana e su quella dei fratelli.
Fu influenzato  dal fratello Giuseppe e dai pittori della scuola di Barbizon.
Nel 1870, su consiglio del fratello Filippo rientrò, in Italia. L’anno successivo si ammalò e morì.
Molta della sua produzione è andata dispersa. Dalla Francia era riuscito a portare con sé solo un piccolo nucleo di opere, in gran parte donate dal fratello Filippo alla Galleria dell’Accademia di belle arti di Napoli.
Nel secondo dopoguerra gli studiosi più accorti hanno cominciato a valutarne la portata di modernità.

Dalla enciclopedia Treccani:



Per approfondimenti:




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