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giovedì 18 maggio 2017

Giuseppe Palizzi,“Bosco di Fontainbleau”,1854.

Giuseppe Palizzi, “Bosco di Fontainbleau”, 1854, olio su tela, cm. 65x80.
Giuseppe Palizzi (Lanciano, 12 marzo 1812  Parigi, 1 gennaio 1888) 
“Bosco di Fontainbleau”,1854
Olio su tela, cm. 65x80
Fondazione Cariplo Artgate - Milano


Giunto dal mercato antiquario nella Collezione dell’Istituto Bancario Italiano (IBI) e da qui confluito nella Raccolta Cariplo, il dipinto raffigura uno scorcio della foresta di Fontainebleau. In questi luoghi Palizzi sperimenta la pittura dal vero a partire dal 1844, quando da Napoli si trasferisce nella regione dell’Île-de-France, a Passy, a stretto contatto con i pittori della scuola di Barbizon. Dieci anni più tardi egli rientra in Italia dove prosegue le proprie ricerche nell’ambito della pittura di paesaggio secondo un attento naturalismo che lo accomuna ai modi antiaccademici del fratello, Filippo Palizzi. Continuando a trarre ispirazione dal paesaggio francese, egli esegue verso la metà degli anni Cinquanta dell’Ottocento vedute solitarie, come quella in Collezione, oppure scene più vivaci, animate da contadini e donne del popolo. Questi luoghi offrono al pittore situazioni di luce sempre variabili che egli rende con tocchi veloci ma abilissimi nell’evocare i bagliori che penetrano nel sottobosco mentre le fronde degli alberi si diradano appena facendo intravedere il cielo, reso con pennellate di azzurro stese sulla tela già finita. Simili ricerche sulla luce sono condotte in Francia non solo dai pittori di Barbizon ma anche da fotografi come Gustave Le Gray che verso la metà degli anni Cinquanta sperimenta negli stessi luoghi la tecnica del negativo su carta salata realizzando stampe dai raffinati effetti di luce (alcuni studi sono conservati a Parigi, Musée d’Orsay). Palizzi riprenderà un soggetto simile anche negli ultimi anni di attività in opere come Il taglialegna (1886, Napoli, Galleria dell’Accademia) dove il paesaggio è nuovamente ispirato alla foresta di Fontainebleau.


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