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domenica 7 maggio 2017

Vincenzo Canci, "Masseria fra gli alberi".

Vincenzo Canci, "Masseria fra gli alberi", acquerello.

Vincenzo Canci (Vasto, 2 settembre 1911 - 14 maggio 2003).
Conosciamo del carattere del pittore Vincenzo Canci, l’attaccamento alle radici, con il paesaggio nell’anima intento a rappresentare l’umana sua gente nel quotidiano esercizio delle loro umane occupazioni.
Frequenta la scuola di pittura decorativa a L’Aquila, fa esperienza nello studio del maestro Calzolari a Roma, dove apprende l’esercizio di svariate tecniche pittoriche.
Canci vive della tradizione della pittura dei maestri Ottocento e, primo fra tutti, il suo conterraneo e geniale maestro Filippo Palizzi.
Vincenzo Canci, foto Lunarie de lu Uašte, 2012.
Lo stile ottocentesco non era un paradigma formalistico ma l’utile supporto di una rinnovata condizione umana; il sentimento ne risultava rinvigorito e lo stile freddo e idealistico si stemperava nella realtà viva.
Canci eleva la terra di Vasto che è la sua realtà pittorica, ad un ideale di perfezione e di bellezza, degna di essere amata e rappresentata.
Per l’artista era fondamentale non solo la scelta, ma la fedeltà al soggetto, sicché l’immaginazione ne restava imbrigliata, ingenerando nei contemporanei un sospetto di conformismo: impressione superficiale, che l’immaginazione covava come fuoco sotto la cenere, nel rigore della forma.
Maestro per eccellenza nella tecnica dell’acquerello ci restano della sua produzione degli indimenticabili paesaggi e rappresentazioni di vita quotidiana che possiamo, a giusta ragione, considerare dei veri capolavori di natura viva.

Raffaele Berardini


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