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giovedì 20 aprile 2017

Gabriele Rossetti, poeta e pittore. Un suo schizzo a penna.

Gabriele Rossetti, schizzo a penna.

Gabriele Rossetti
Secondo un principio del filosofo Ippolito Taine circa l'influenza della natura sulla formazione di un individuo, abbiamo a Vasto molti esempi di giovani e alle volte di famiglie intere che, vivendo in un ambiente favorevole, hanno avuto l'afflato del genio. 
Fra questi, Gabriele Rossetti, vissuto da giovinetto al cospetto di un panorama eccezionale e di una natura lussureggiante, principiò a manifestare le sue diverse qualità artistiche, cominciando dalle figurative, avendo avuto a maestro fra gli altri il Conte Nicola Tiberi, arcadico e pittore di una certa rinomanza, di cui si conservano opere notevoli nella nostra città. E fu questa una delle ragioni perché il conte Venceslao Majo con una commendatizia per il marchese del Vasto Tommaso d'Avalos, lo avviò a Napoli nel 1804, per farlo perfezionare nelle arti umanistiche.

Poco rimane di questa sua prima inclinazione, salvo qualche raro disegno ad ornamento delle sue poesie e lo schizzo a penna che riproduciamo. A Napoli il nostro poeta subì profonde trasformazioni, che un giorno avrebbero dovuto renderlo celebre, conservando per il suo primogenito Dante Gabriele, quella scintilla che doveva renderlo famoso tra i pittori del tempo e caposcuola insieme a Rusckin, della fratellanza preraffaellita

Da: “Gabriele Rossetti, nel 1° centenario (26/4/1854 - 26/4/1954) della morte” - Edito dall'Arte della Stampa - Eredi di G. Guzzetti - Vasto - Novembre 1954 - sotto l'alto patronato del Capo dello Stato S. E. Luigi Einaudi.




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